I germogli: come coltivarli in casa

Tempo fa stavo seguendo un programma televisivo di cucina e la presentatrice, una sportiva salutista, proponeva di aggiungere alla propria insalata i germogli di cereali. Tutto questo mi ha incuriosita molto, così ho fatto qualche ricerca a riguardo, con risultati davvero sorprendenti!
Innanzitutto cosa sono i germogli?
Sono i semi germogliati di cereali, legumi e altri vegetali, ricchi di vitamine e di nutrienti importanti per il funzionamento del nostro organismo. Sono economici da coltivare in casa, sia con  l’utilizzo di germogliatori sia con alternative casalinghe allo stesso tempo efficaci, sono gustosi e facili da conservare.
I germogli sono entrati recentemente nella nostra tavola, soprattutto per il loro alto potere nutrizionale e per contenere molecole che costituiscono un fattore di prevenzione e di difesa dei processi vitali dell’organismo, a concentrazioni molto più elevate rispetto ai corrispondenti vegetali, legumi e cereali . In realtà, i semi di cereali o legumi allo stato crudo sono immangiabili ed indigesti; infatti devono essere prima cotti per renderli commestibili ed assimilabili. Con la cottura però, le proprietà che sono presenti nel seme vengono distrutte: infatti, un seme dopo la cottura non è più capace di germogliare. Invece la germogliazione permette di mangiare anche crudi quegli stessi semi, fornendo cibi ricchi, vitali e nutrienti, in cui l’energia contenuta nel seme si libera e si trasforma in energia assimilabile dall’organismo.
I germogli più usati e venduti sono quelli di legumi come fagioli, lenticchie, ceci, piselli, arachidi;  di cereali come riso, grano, orzo, farro, e altri come  trifoglio, ravanello, aglio, broccolo, mandorle, lino, senape, girasole. Da evitare sono  tutti i semi delle solanacee come pomodori, patate, peperoni, peperoncini, melanzane e simili, per gli alti contenuti di solanina ed altri alcaloidi correlati. Altri germogli se non trattati come indicato nella confezione potrebbero produrre molecole  tossiche: quindi, mi raccomando, comprate solo sementi etichettate per il consumo alimentare e seguite le indicazioni di utilizzo.
Cosa occorre per fare germogli in casa?
Serve un recipiente o un barattolo a bocca grande di vetro o di plastica, una ciotola di vetro o di ceramica o un piatto fondo, basta che sia sufficientemente grande da permettere ai semi di germogliare e di avere ancora abbastanza spazio affinchè circoli un po’ d’aria intorno ad essi. In internet molti esperti  appassionati del cibo sano consigliano di utilizzare un barattolo della ricotta, magari da mezzo kg che è già forato e permette una buona aereazione a costo zero. In commercio esistono anche i germogliatori, con diversi cassetti che permettono di coltivare contemporaneamente germogli diversi.
Se scegliete il metodo casalingo seguite questi punti per ottenere in pochi giorni fantastici germogli!
-1° giorno: riempite d’acqua il recipiente fino a coprire i semi  per un’altezza di circa cinque centimetri, lasciandoli a bagno per almeno 10 ore coperti da un tovagliolo umido, in un luogo che non sia troppo freddo. Dopo questo intervallo di tempo i semi si gonfiano e la pelle comincia a spaccarsi. Sono pronti per germogliare.
-2° giorno: fissate il coperchio e scolate l’acqua dal recipiente, riempendolo di nuovo con nuova acqua. Ripetete l’operazione 3-4 volte, aggiungendo e scolando l’acqua in modo da risciacquare bene i
semi. L’operazione va ripetuta  due/tre volte all’interno della stessa giornata, senza lasciare i semi in ammollo.
-3° giorno: si dovrebbe veder germogliare i semi. Continuate a sciacquarli due volte al giorno.
-4° giorno: i germogli, avranno raggiunto i 3/4 cm di altezza, ora potete mangiarli. Ricordatevi sempre di sciacquarli due volte al giorno. Si possono anche esporre al sole per un’oretta e poi metterli in frigo.
Perchè è importante introdurre i germogli nell’alimentazione?
Il seme è un piccolo individuo che si attiva germinando quando trova livelli di temperatura e umidità ottimali per il proprio sviluppo e produce così  il germoglio. All’interno del seme vi sono enzimi e sostanze nutritive che permettono al germoglio embrionale di crescere e di produrre le foglie e le radici.
Per questo motivo i semi ed i germogli hanno un contenuto energetico molto elevato perchè contengono  zuccheri semplici assimilabili velocemente e sono poveri di grassi, utilizzati invece per la loro germinazione. Le vitamine presenti sono tre volte in più rispetto alla pianta adulta e i sali minerali  vengono agganciati con gli amminoacidi aumentando così la biodisponibilità di entrambi, ovvero il nostro organismo riesce ad assimilarli al massimo, utilizzandoli dove servono.
Nei semi germinati, aumenta la quantità di enzimi proteolitici che rendono sia i carboidrati che le proteine più digeribili, quindi il nostro corpo non deve obbligatoriamente produrli: infatti  gli enzimi presenti nei prodotti germinati possono sostituire quelli del nostro organismo.
Studi scientifici rivelano che nei germogli  è presente la glucofanina dalle 10 alle 100 volte in più, una molecola che svolge sia un’attività antinfiammatoria sia un’azione protettiva contro gli agenti chimici cancerogeni. Inoltre, dato che  l’infiammazione è associata ai processi del dolore, questa molecola ha anche una potente attività antidolorifica.
Nei germogli ci sono anche alte concentrazioni di polifenoli, flavonoidi e di vitamina C, un potente antiossidante fondamentale per combattere i radicali liberi che causano il danno ossidativo nei nostri tessuti, svolgendo così un’azione protettiva nei confronti delle nostre cellule. Sono presenti anche alte concentrazioni di clorofilla, che ha la particolare capacità di creare un ambiente ostile per i batteri nocivi, disintossicando il corpo migliorando, nello stesso tempo, i livelli di ossigeno del sistema immunitario.
Durante il processo di germinazione, aumenta il contenuto di vitamine, acidi grassi essenziali e di fibre, anche di 30 volte rispetto ai giorni precedenti alla germinazione. Inoltre il processo di ammollo e di germinazione permette di potenziare l’energia contenuta nei semi, rendendoli ancora più nutrienti.
Per esempio i  germogli dei semi di girasole e dei piselli  sono in genere circa 30 volte più nutrienti degli stessi semi  biologici non germinati, anche di quelli raccolti nell’orto di casa propria.
E’ interessante sapere che il sulforafano, un composto naturale derivato dai germogli dei broccoli, che esiste esclusivamente in verdure crocifere, e ha dimostrato di possedere potenti antitumorali e attività chemiopreventiva. E’ stato esaminato in uno studio clinico per la sua capacità di inibire le cellule staminali del cancro al colon, inducendo la morte delle stesse per apoptosi.
Come usare i germogli in cucina?
I germogli si adattano a qualsiasi piatto. Crudi o cotti, possono essere aggiunti alle insalate, alle zuppe, nelle piadine, alla pasta, nei risotti e nella preparazione di piatti a base di pesce e di carne. Addirittura potete aggiungerli durante la preparazione dei vostri frullati! Ottimi come ripieno, come contorno, come condimento e come guarnizione (commestibile). Vi propongo una ricetta facile e veloce, da provare assolutamente!
INSALATA DI GERMOGLI
  • 1 carota
  • 1 cetriolo
  • foglie di spianci freschi
  • foglie di valeriana
  • germogli di cipolla, di porro, di ravanello
  • qualche fettina di avocado
  • zenzero fresco
  • olio d’oliva
  • noci tagliate grossolanamente
  • sale, pepe, succo di limone
Dopo aver lavato accuratamente le verdure, tagliate a piacere la carota, il cetriolo e l’avocado. Aggiungete le foglie di valeriana e di spinaci con le noci triturate e un po’ di zenzero fresco sminuzzato. Dopo aver aggiunto i germogli, condite con olio d’oliva, succo di limone, sale e pepe. Mescolate bene e gustate subito!

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