Intestino secondo cervello

 

Da qualche mese sto partecipando ad alcuni incontri periodici presso la Farmacia Moderna di Terni, curati dal dott. Massimo Formica, riguardanti il benessere della flora batterica intestinale, che influenza il benessere psicofisico della persona. In questo articolo vi voglio parlare di quanto ho appreso da questo meeting, in cui sono stati trattati argomenti interessanti e che ci riguardano in prima persona.

Ad oggi si sente parlare di microbioma, microbiota e metaboloma… ma che cosa sono nello specifico?

Il microbiota è la concentrazione della flora batterica presente nel nostro organismo, a cui fa riferimento il microbioma, ovvero la valutazione dei singoli microrganismi presenti dal punto di vista genetico, ognuno dei quali effettua delle reazioni biochimiche, individuabili attraverso il sequenziamento genetico, che prendono il nome di metaboloma. La flora batterica è composta da batteri, funghi, lieviti e virus che in condizioni di normalità sono in equilibrio fra di loro.

La maggior parte degli organismi che compongono la flora batterica sono archeobatteri, ovvero batteri molto antichi. La restante parte deriva da stile di vita ed effetto nicchia, ovvero dalla colonizzazione dell’uomo di certi ambienti rispetto ad altri. I batteri presenti sono il 50% commensali (non recano né vantaggi né svantaggi per l’uomo), 20% simbionti (vivono con beneficio dell’organismo ospite) e 30% patobionti (in condizioni di normalità convivono con l’uomo senza arrecare danni o benefici).

In condizione di eubiosi, ovvero di equilibrio, questi microrganismi agiscono positivamente sui meccanismi di protezione di tipo antiossidante e antinfiammatorio. Oltre alla flora batterica è presente anche il GALT, ovvero il tessuto intestinale linfoide, da cui si producono anticorpi. Esso ha infatti funzione protettiva, che viene supportata anche dalla produzione di vitamina B12 che ha il ruolo di promuovere la costruzione di acidi grassi a catena corta, ad azione antiossidante.

Il microbiota si evolve a livello trangerazionale. Alla nascita il neonato acquisisce la prima quantità di germi protettivi attraversando il canale vaginale: è il primo imprinting di resistenza e organizzazione di una difesa. Chi nasce da un cesareo ha una quota ridotta di germi. Successivamente, attraverso l’allattamento e il contatto fisico con il bambino, quest’ultimo acquisisce un’ulteriore quantità di microrganismi. Inoltre, grazie ad alcuni oligosaccaridi presenti nel latte materno, nel bambino si innescano i meccanismi molecolari della produzione delle lattasi, enzimi che digeriscono il latte. Se il latte è di qualità, questo promuove in modo ottimale i processi cognitivi del bambino.

Il microbiota è presente in modo crescente dalla bocca all’ano. Nel colon e nel cieco, due porzioni dell’intestino, si innescano dei sistemi di difesa immunologici, che permettono di bloccare le sostanze tossiche e le strutture cellulari estranee.

Una disbiosi, ovvero un’alterazione dell’equilibrio tra i diversi microrganismi che compongono la flora batterica, può attivare squilibri immunologici. Per promuovere gli effetti benefici che la flora intestinale ha sul nostro organismo, è importante mantenere in equilibrio i 2 kg di microrganismi che popolano il nostro intestino e che contribuiscono a stabilizzarne il pH e a produrre enzimi che sono implicati nel funzionamento reazioni biochimiche corporee.

Tra i microrganismi buoni presenti nella flora batterica ci sono il lattobacillo e il bifido: vengono protetti dall’introduzione di cibi fermentati, in modo tale da non entrare in una condizione di scompenso biologico rispetto ai microrganismi putrefattivi, anche loro presenti nel biota, ma che sono più “pericolosi”, poiché se aumentano di concentrazione rispetto a quelli “buoni”, potrebbero avere degli effetti dannosi.

Per mantenere la flora batterica funzionante e in eubiosi, è importante seguire uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata. Evitate il consumo eccessivo di alcol, zuccheri semplici e prodotti raffinati, prediligendo il consumo di alimenti ricchi di fibra come i legumi, le farine integrali, la frutta secca, e i prodotti fermentati come lo yogurt, il kefir, i krauti, il tempeh.

E’ importante non abusare di antibiotici, che vanno prescritti esclusivamente dal vostro medico.

In particolare, la fibra è davvero molto importante: abbatte l’indice glicemico degli alimenti e attiva l’evacuazione intestinale. La quantità giornaliera di fibre raccomandata dai LARN oscilla tra i 20 e i 35 grammi, prediligendo gli alimenti naturalmente ricchi di fibra alimentare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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