Il pavimento pelvico

 

La Farmacia Moderna di Terni è sempre in prima linea per promuovere eventi gratuiti finalizzati alla sensibilizzazione di molte argomentazioni interessanti, riguardanti la salute umana. Ieri si è parlato di pavimento pelvico, ed a spiegarlo è stata proprio un’esperta del settore, ovvero la dott.ssa Jessica Li Gobbi, ostetrica e specialista in riabilitazione del pavimento pelvico, che ha spiegato in modo chiaro ed esaustivo tutto ciò che c’è da conoscere su questa struttura importantissima per le donne, che a volte non viene affrontata con la dovuta serietà e consapevolezza.

Infatti, il 66% delle donne non sa dove si trova il pavimento pelvico e il 40% non ha mai effettuato esercizi mirati per allenarne i muscoli. Tuttavia in Italia una donna su quattro soffre di almeno una disfunzione del pavimento pelvico.

 

CHE COS’E’ IL PAVIMENTO PELVICO?

Il pavimento pelvico è un’importante regione del corpo che è stata ignorata a lungo nonostante sia responsabile di molte funzioni di fondamentale importanza per il benessere femminile. Esso è un organo che appartiene all’apparato locomotore, ed è molto esteso: attraversa l’area del pube fino al coccige e agli ischi laterali. E’ una struttura concava, il cui centro di intersezione muscolare si chiama perineo. Il pavimento pelvico è costituito da tre strati muscolari che presentano delle aperture nei punti anatomici in cui si trovano ano, vagina e uretra.

 

QUALI FUNZIONI HA?

Un pavimento pelvico sano sostiene gli organi pelvici, ovvero l’utero, la vescica e il retto, affinché siano posizionati correttamente tra di loro: se esso è ipertonico può essere associato a stipsi, dolore, ritenzione; al contrario, se ipotonico e quindi troppo lasso, si può incorrere a incontinenza, prolasso e scarsa sensibilità. Quindi il segreto, è avere un pavimento pelvico “in equilibrio” tra queste due condizioni. Inoltre, esso collabora in maniera attiva alla continenza urinaria e fecale/di gas, alla funzionalità sessuale e ai processi di gravidanza e parto.

 

QUALI SONO LE POSSIBILI DISFUNZIONI?

Le disfunzioni più comuni associate al pavimento pelvico sono:

incontinenza, ovvero la perdita involontaria di urina. L’espulsione dell’urina è controllata dal cervello attraverso lo sfintere esterno. In una condizione di normalità, se non si è pronti alla minzione, il perineo si contrae e lo stimolo si ripresenterà dopo un determinato intervallo di tempo refrattario.

prolasso: avviene quando i muscoli e i legamenti del pavimento pelvico si indeboliscono e non riescono più a mantenere nella giusta posizione i diversi organi che possono scendere nell’area pelvica.

sintomatologia dolorosa associata o meno al rapporto sessuale.

 

 

COSA PUO’ METTERE A DURA PROVA LA FUNZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO?

Gravidanza, parto e menopausa sono i tre momenti più delicati per una donna e per la salute del suo pavimento pelvico. La Gravidanza, indipendentemente dalla modalità di espletamento della nascita, comporta delle modificazioni ormonali e posturali piuttosto significative sul piano perineale, sommate a quelle dovute al peso crescente dell’utero, del bimbo, degli annessi placentari e del seno. Anche l’attività fisica troppo intensa, gli squilibri alimentari e idrici, il fumo e il consumo di sostanze eccitanti, come il caffè e il tè, o lavori troppo faticosi fisicamente e che richiedono di stare per lunghi periodi in piedi, possono compromettere la salute di questa muscolatura.

Il pavimento pelvico è strettamente connesso alla muscolatura dell’addome, delle cosce e dei glutei. Per averlo tonico questi tre distretti devono essere altrettanto “tonici”. E’ importante quindi rivolgersi allo specialista per una corretta educazione, rieducazione e riabilitazione del pavimento pelvico.

Infatti, spesso noi donne abbiamo delle abitudini sbagliate che compromettono la corretta funzionalità del pavimento pelvico. Le più comuni sono quelle che riguardano l’espulsione dell’urina. Quante volte vi sarà capitato di effettuare la cosiddetta “minzione preventiva”, prima di andare a dormire o prima di uscire di casa? Oppure quante volte vi è capitato di “spingere” mentre fate pipì? Sono tutte consuetudini che nel tempo possono provocare cambiamenti importanti. Infatti, è fondamentale svuotare la vescica quando arriva lo stimolo, e non quando lo decidiamo noi. E se la stiamo svuotando perché è arrivato lo stimolo, non dobbiamo “spingere” per agevolare il completo svuotamento della vescica, bensì ciò deve avvenire in modo automatico, grazie al rilassamento della muscolatura associata.

 

CHE COS’E’ LA RIABILITAZIONE PELVICA?

La riabilitazione pelvica è il primo approccio conservativo per la risoluzione dei segnali e dei sintomi delle patologie perineali, in seguito ad una diagnosi. Non è invasiva, è ripetibile, non prevede l’assunzione di farmaci ed è efficace. Essa è caratterizzata sia dall’utilizzo di apparecchiature elettriche (SEF, TENS, BFB) finalizzate al rinforzo muscolare passivo, all’inibizione dell’iperattività vescicale, alla funzione antalgica in caso di dolore pelvico e per migliorare la consapevolezza del proprio lavoro sui muscoli perianali, sia dall’utilizzo della ginnastica attiva e del rinforzo dei muscoli del pavimento pelvico (fisiokinesiterapia) e di un percorso rieducativo basato sul miglioramento delle proprie abitudini che influenzano la salute pelvica, intima e sessuale.

La riabilitazione del pavimento pelvico dovrebbe essere sempre considerata nel post-parto.

Anche se sarebbe opportuno prendere consapevolezza e lavorare con il perineo sin dalla gravidanza, dopo il parto è ancora più importante avvalersi di un consulto specialistico per pianificare il percorso più adatto al proprio caso, e raggiungere obiettivi di estrema importanza, come per esempio:
– Evitare la comparsa, o il peggioramento di disfunzioni pelviche quali incontinenza e prolasso, tendendo a risolvere le problematiche già dalle prime avvisaglie;
– Trattare la cicatrice, sia essa da cesareo o conseguente a episiotomia o lacerazione, per evitare conseguenze come indebolimento muscolare, tensione, dolore;
– Migliorare la performance muscolare, per poter garantire un buon sostegno in caso di sforzi (dovuti alla gestione del bambino o alla ripresa dell’attività fisica, che deve essere sempre successiva rispetto alla ripresa di funzionalità perineale);
– Eliminare le sintomatologie dolorose che possono conseguire al parto, per garantire la possibilità di rapporti sessuali soddisfacenti, incrementando anche la sensibilità ridotta dalle recenti modificazioni;
– Migliorare gli eventuali stati di secchezza vaginale conseguenti alle variazioni ormonali in allattamento, garantendo una buona lubrificazione delle mucose.

La riabilitazione pelvica è uno strumento più che valido anche per ottenere degli obiettivi secondari, ma non meno importanti, come
– il miglioramento della sintomatologia dolorosa lombosacrale e interviene positivamente sulla sciatalgia;
– il miglioramento del tono addominale, favorendo un recupero della sensibilità dell’addome e favorendone un rafforzamento;
– il favorire un ritorno al corretto pattern respiratorio, molto importante dopo le variazioni della respirazione associabili alla gravidanza;
– il permettere di lavorare in posizioni corrette, garantendo un vantaggio ottimale anche alla postura.

Oltre alla riabilitazione è altrettanto importante la prevenzione, a partire dalle giuste abitudini quotidiane. -seguire un’alimentazione equilibrata basata sul consumo di fibra per favorire il transito intestinale.

-Per mantenere elastico il pavimento pelvico, la camminata veloce è sicuramente l’attività fisica più efficace e accessibile a tutti.

-Assumere la giusta posizione durante l’espulsione di feci e urina, mantenedo un angolo di 35 gradi tra addome e gambe. Ci si può autare con uno squatty potty o con un rialzo da sistemare sotto i piedi.

-Le norme igieniche devono essere personalizzate: bisogna usare un detergente intimo secondo le proprie esigenze, una volta al giorno.

Seguire queste accortezze e abitudini corrette permette non solo  di mantenere sano il pavimento pelvico, ma permette anche a tutte le donne di acquisire una maggiore consapevolezza del proprio corpo e del suo funzionamento.

 

 

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