La salute si cura a tavola

Il filosofo Feuerbach inventò il motto “sei ciò che mangi”. Nel corso dei secoli, la scienza ha saputo confermare la correlazione tra salute e alimentazione. Ora sappiamo tanto sui cibi che fanno “bene” e “male”, e tante leggende metropolitane sono state sfatate.

Uno dei primi studi fu quello iniziato nel 1958 in Cina, dove si osservò che gli abitanti della valle di Lin Xian soffrivano di tumore all’esofago. La causa principale fu associata a un pomodoro che, avvolto in una buccia di grano ruvida e essiccato al sole, poteva essere conservato anche 10 anni. Tuttavia l’ingestione di questo pomodoro provocava lacerazioni all’esofago su cui operavano sostanze acide e fungose presenti nei cavoli in salamoia, tipiche leccornie locali che, a lungo andare, causavano l’insorgenza di tumori.

In seguito a tale scoperta, si effettuò una campagna di informazione ed educazione alimentare per sensibilizzare le persone sulla corretta conservazione del cibo e sull’adozione di cibi sani e poco grassi.

Infatti, da alcune evidenze scientifiche, divenne noto che il grasso eccessivo aumenta gli acidi biliari e gli altri costituenti biochimici che i batteri trasformano in cancerogeni. Inoltre, per migliorare il transito intestinale, si iniziò a prendere consapevolezza dell’importanza delle fibre (farina integrale, crusca, legumi, verdura) che aumentano il volume delle feci e quindi ne diluiscono i componenti, compresi i cancerogeni, e abbassano il tempo di transito intestinale, riducendo quindi il contatto tra mucosa intestinale ed eventuali cancerogeni.

Sempre più spesso i mass media divulgano le cosiddette “diete anticancro”, anche se in questo la comunità scientifica non è unanime. Ciò che è acclamato, è che lo zucchero è la benzina della proliferazione delle cellule cancerogene, quindi la riduzione di tale nutriente ha un beneficio sulla gestione della malattia e che alcuni macronutrienti  hanno un’attività antitumorale, come la vitamina A (carote, zucche, patate dolci) e C (agrumi).

La dieta è oggettivamente un sistema importante per prevenire o ritardare le patologie legate all’invecchiamento cellulare. I cibi contengono dei principi attivi in grado di avere un effetto benefico sull’organismo. L’ultima sfida della ricerca è quella di creare farmaci partendo dai principi attivi presenti in natura, come resveratrolo, curcumina, polifenoli, gingerolo. La scienza che si occupa di come il cibo interagisce con i geni , producendo salute o malattie, è la nutrigenomica. Ad oggi è accertato che, attraverso una dieta ricca di frutta e verdure, è possibile promuovere un buono stato di salute.

 

 

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