Uva rossa e antiossidanti

 

Nelle cellule del corpo umano, così come in ogni organismo aerobico, avvengono processi biochimici che consumano ossigeno per la generazione di energia. Dal processo di utilizzazione dell’ossigeno (ossidazione), si producono tuttavia dei prodotti di scarto potenzialmente dannosi: i radicali liberi, composti instabili e altamente reattivi, in quanto presentano uno o più elettroni spaiati,  in grado di donare l’atomo di ossigeno “instabile” ad altre molecole che, di conseguenza, diventano a loro volta instabili e cercano un altro elettrone da altre molecole, innescando cosi un meccanismo di instabilità a catena.

L’alta reattività dei radicali liberi può danneggiare macromolecole biologiche, come DNA, carboidrati e proteine causando reazioni spesso indesiderate e lesive per le cellule e, quindi, per i tessuti e per gli organi (Mitscher et al.,1997;Cestaro, 1994; Wisemann et al., 1996; Berliner et al., 1996).

Gli organismi hanno pertanto sviluppato eccellenti sistemi di difesa antiossidasici, comunemente definiti antiossidanti.

Gli antiossidanti costituiscono un insieme chimicamente eterogeneo di sostanze presente in concentrazione molto bassa rispetto a quella di un substrato ossidabile, capaci di contrastare o annullare l’azione ossidante dei radicali liberi e delle specie chimiche a questi correlati.

In base alla natura della loro origine, i sistemi enzimatici antiossidanti possono essere suddivisi in endogeni o esogeni, a seconda che – rispettivamente – vengano prodotti dal nostro organismo o debbano essere introdotti dall’esterno, per esempio attraverso l’alimentazione.

Sono antiossidanti endogeni sistemi enzimatici quali la superossido-dismutasi (SOD), glutatione perossidasi (GPx), catalasi (CAT) – ed una serie di agenti idrosolubili o liposolubili distribuiti sia all’interno delle cellule che nei fluidi extracellulari, quali il glutatione, la lattoferrina, la trasferrina, la ceruloplasmina, l’albumina, la bilirubina e l’acido urico.

La cellula combatte gli insulti ossidativi, oltre che in maniera enzimatica, anche tramite molecole antiossidanti esogeni quali acido ascorbico (vitamina C) , tocoferoli (vitamina E) , carotenoidi, polifenoli introdotti tramite l’alimentazione.

Si tratta di sostanze che appartengono al regno vegetale, sintetizzate dalle piante per soddisfare varie necessità fisiologiche: la difesa contro parassiti, agenti tossici, condizioni ambientali inadeguate, raggi ultravioletti; l’attrazione degli impollinatori (gli antociani e i flavonoidi sono responsabili della colorazione di fiori e foglie); il supporto strutturale (lignina e tannini); la regolazione mediante fitormoni (flavonoidi ed altre sostanze fenoliche semplici).

I polifenoli sono i principali antiossidanti vegetali ad attività scavenger (sostanza in grado di trasformare i radicali dell’ossigeno in composti non radicalici, privi di reattività e quindi di tossicità) e sono presenti nel regno vegetale in numero assai elevato; questa varietà dipende dalle numerose reazioni di idrossilazione, glicosilazione, metilazione e polimerizzazione che avvengono durante il processo di biosintesi. Un efficace antiossidante è il resveratrolo, presente oltre che nell’uva anche nelle bacche di Acai (Euterpe oleracea)e nel Poligonum cuspidatum, quest’ultima un’antichissima pianta cinese.

Molte malattie croniche tra cui aterosclerosi e neoplasie maligne riconoscono come meccanismo patogenetico di base un aumentato stress ossidativo. Questa situazione è dovuta alla perdita del normale equilibrio tra carico di radicali liberi e difese antiossidanti.

Un’alimentazione ricca di frutta e verdura sembra in grado di proteggere da tali malattie per il suo alto contenuto di sostanze antiossidanti

 

L’UVA ROSSA COME ANTIOSSIDANTE NATURALE

Il consumo di uva e prodotti derivati, come il vino rosso durante i pasti, è stato associato a numerosi effetti positivi sulla salute, che non si limitano al solo effetto antiossidante/antiradicalico, ma includono anche un’azione:

  • antiinfiammatoria;
  • cardioprotettiva;
  • anticancerosa;
  • antimicrobica;
  • neuroprotettiva

Nell’uva sono presenti numerosi nutrienti quali zuccheri, vitamine, sali minerali, fibre e fitochimici. Tra questi ultimi, i polifenoli si sono dimostrati i composti più importanti nel determinare gli effetti positivi del frutto e dei prodotti derivati.
L’uva è infatti uno dei frutti più ricchi in polifenoli, la cui composizione è fortemente influenzata da diversi fattori quali la varietà o cultivar, le condizioni ambientali in cui avviene la maturazione, eventuali malattie quali infezioni fungine, come anche la lavorazione che subisce.

I polifenoli sono presenti sia in quantità che in varietà decisamente maggiori nell’uva rossa, e quindi nel vino rosso, rispetto a quella bianca. Questo, secondo molti ricercatori, sarebbe alla base dei maggiori benefici sulla salute derivanti al consumo di uva/vino rosso rispetto a quella bianca ed i suoi derivati.
I polifenoli dell’uva e del vino sono una complessa miscela di composti flavonoidi (antociani, catenine, tannini, flavonoli), e non flavonoidi.

La maggior parte dei flavonoidi presenti nel vino derivano dallo strato epidermico della buccia, mentre il 60-70% del totale dei polifenoli è presente nel vinacciolo.

Il resveratrolo è un importante polifenolo presente nel vino rosso, nella buccia dell’uva ed in altri vegetali, comprese le arachidi; inibisce l’ossidazione delle LDL e l’aggregazione piastrinica, proteggendo l’organismo dalle malattie cardiovascolari (azione antitrombotica, antinfiammatoria, antiaterogena e vasorilassante). Possibile azione antitumorale, estrogeno-simile e antivirale.

 

 

Fonti

LUVAE

Pubmed

 

 

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