Biscotti Fantasia

 

 

 

Per il mio compleanno, la mia dolce cognatina Sara mi ha preparato dei biscotti alla pasta frolla davvero sfiziosi, morbidi con la copertura croccante, perfetti per un’occasione speciale o semplicemente per una colazione gustosa da condividere in famiglia.

Ingredienti:

-2 uova

-250 g di zucchero

-500 g di farina

-1 bustina di lievito

-1 bicchiere e mezzo di olio di semi

 

Preparate la pasta frolla, amalgamando le uova con lo zucchero e l’olio, aggiungendo alla fine il lievito e la farina. L’impasto deve risultare morbido e non appiccicoso, così da poterlo stendere per formare dei biscotti, usando le formine che avete in casa: stelle, fiori e cuori per un compleanno sono perfetti!

Cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 10 minuti, controllando sempre la cottura: quando saranno leggermente dorati saranno pronti per essere raffreddati!

Una volta arrivati a temperatura ambiente, è giunta l’ora di guarnirli. Mia cognata Sara ha pensato di usare la marmellata di amarene per unire due biscotti a forma di fiore e di quadrato, spolverandoli un pò con lo zucchero a velo, e del cioccolato fondente fuso per le stelline, aggiungendo poi degli zuccherini colorati sopra il coccolato fuso. In quest’ultimo caso, i biscotti devono essere raffreddati in frigo per almeno un’oretta, adagiati sopra un piatto ricoperto da carta da forno, per evitare che il cioccolato fuso, una volta solidificato, possa appicciare la base.

Riso con zucchine, tacchino e curcuma

 

La ricetta che vi propongo oggi è facile e veloce e per me è stata utile per svuotare il frigo dagli avanzi della cena precedente. Infatti la sera prima avevo preparato del tacchino impanato con spezie e cotto in padella  e come contorno delle semplici zucchine cotte e condite con un filo d’olio.

Per pranzo ho riutilizzato un po’ di tutto, legandolo al mio riso preferito, il basmati, ottimo perché rimane sempre al dente, lega bene molti ingredienti e non gonfia, evitando così quel senso di pesantezza post-prandiale.

 

Ingredienti:

-200 g di riso basmati

-2 zucchine tagliate a pezzettini

-tacchino tagliato a striscioline

-curcuma, pepe, sale, menta, cipolla, dado vegetale, olio evo

Mentre cuocevo il riso nell’acqua bollente, ho ripassato in padella le zucchine (la quantità ammontava a circa due zucchine piccole), lasciandole rosolare con un po’ di cipolla. Ho aggiunto della curcuma, per dare colore e sapore (la sua azione antinfiammatoria data dalla curcumina viene attivata aggiungendo un pizzico di pepe), qualche foglia di menta e mezzo bicchiere di acqua bollente. Per insipidire il tutto ho fatto sciogliere un dado vegetale fatto in casa. Alla fine ho aggiunto la fettina di tacchino tagliata a striscioline e poi il riso bollito. Servite il riso dopo aver amalgamato il tutto unendo gli ingredienti.

Uva rossa e antiossidanti

 

Nelle cellule del corpo umano, così come in ogni organismo aerobico, avvengono processi biochimici che consumano ossigeno per la generazione di energia. Dal processo di utilizzazione dell’ossigeno (ossidazione), si producono tuttavia dei prodotti di scarto potenzialmente dannosi: i radicali liberi, composti instabili e altamente reattivi, in quanto presentano uno o più elettroni spaiati,  in grado di donare l’atomo di ossigeno “instabile” ad altre molecole che, di conseguenza, diventano a loro volta instabili e cercano un altro elettrone da altre molecole, innescando cosi un meccanismo di instabilità a catena.

L’alta reattività dei radicali liberi può danneggiare macromolecole biologiche, come DNA, carboidrati e proteine causando reazioni spesso indesiderate e lesive per le cellule e, quindi, per i tessuti e per gli organi (Mitscher et al.,1997;Cestaro, 1994; Wisemann et al., 1996; Berliner et al., 1996).

Gli organismi hanno pertanto sviluppato eccellenti sistemi di difesa antiossidasici, comunemente definiti antiossidanti.

Gli antiossidanti costituiscono un insieme chimicamente eterogeneo di sostanze presente in concentrazione molto bassa rispetto a quella di un substrato ossidabile, capaci di contrastare o annullare l’azione ossidante dei radicali liberi e delle specie chimiche a questi correlati.

In base alla natura della loro origine, i sistemi enzimatici antiossidanti possono essere suddivisi in endogeni o esogeni, a seconda che – rispettivamente – vengano prodotti dal nostro organismo o debbano essere introdotti dall’esterno, per esempio attraverso l’alimentazione.

Sono antiossidanti endogeni sistemi enzimatici quali la superossido-dismutasi (SOD), glutatione perossidasi (GPx), catalasi (CAT) – ed una serie di agenti idrosolubili o liposolubili distribuiti sia all’interno delle cellule che nei fluidi extracellulari, quali il glutatione, la lattoferrina, la trasferrina, la ceruloplasmina, l’albumina, la bilirubina e l’acido urico.

La cellula combatte gli insulti ossidativi, oltre che in maniera enzimatica, anche tramite molecole antiossidanti esogeni quali acido ascorbico (vitamina C) , tocoferoli (vitamina E) , carotenoidi, polifenoli introdotti tramite l’alimentazione.

Si tratta di sostanze che appartengono al regno vegetale, sintetizzate dalle piante per soddisfare varie necessità fisiologiche: la difesa contro parassiti, agenti tossici, condizioni ambientali inadeguate, raggi ultravioletti; l’attrazione degli impollinatori (gli antociani e i flavonoidi sono responsabili della colorazione di fiori e foglie); il supporto strutturale (lignina e tannini); la regolazione mediante fitormoni (flavonoidi ed altre sostanze fenoliche semplici).

I polifenoli sono i principali antiossidanti vegetali ad attività scavenger (sostanza in grado di trasformare i radicali dell’ossigeno in composti non radicalici, privi di reattività e quindi di tossicità) e sono presenti nel regno vegetale in numero assai elevato; questa varietà dipende dalle numerose reazioni di idrossilazione, glicosilazione, metilazione e polimerizzazione che avvengono durante il processo di biosintesi. Un efficace antiossidante è il resveratrolo, presente oltre che nell’uva anche nelle bacche di Acai (Euterpe oleracea)e nel Poligonum cuspidatum, quest’ultima un’antichissima pianta cinese.

Molte malattie croniche tra cui aterosclerosi e neoplasie maligne riconoscono come meccanismo patogenetico di base un aumentato stress ossidativo. Questa situazione è dovuta alla perdita del normale equilibrio tra carico di radicali liberi e difese antiossidanti.

Un’alimentazione ricca di frutta e verdura sembra in grado di proteggere da tali malattie per il suo alto contenuto di sostanze antiossidanti

 

L’UVA ROSSA COME ANTIOSSIDANTE NATURALE

Il consumo di uva e prodotti derivati, come il vino rosso durante i pasti, è stato associato a numerosi effetti positivi sulla salute, che non si limitano al solo effetto antiossidante/antiradicalico, ma includono anche un’azione:

  • antiinfiammatoria;
  • cardioprotettiva;
  • anticancerosa;
  • antimicrobica;
  • neuroprotettiva

Nell’uva sono presenti numerosi nutrienti quali zuccheri, vitamine, sali minerali, fibre e fitochimici. Tra questi ultimi, i polifenoli si sono dimostrati i composti più importanti nel determinare gli effetti positivi del frutto e dei prodotti derivati.
L’uva è infatti uno dei frutti più ricchi in polifenoli, la cui composizione è fortemente influenzata da diversi fattori quali la varietà o cultivar, le condizioni ambientali in cui avviene la maturazione, eventuali malattie quali infezioni fungine, come anche la lavorazione che subisce.

I polifenoli sono presenti sia in quantità che in varietà decisamente maggiori nell’uva rossa, e quindi nel vino rosso, rispetto a quella bianca. Questo, secondo molti ricercatori, sarebbe alla base dei maggiori benefici sulla salute derivanti al consumo di uva/vino rosso rispetto a quella bianca ed i suoi derivati.
I polifenoli dell’uva e del vino sono una complessa miscela di composti flavonoidi (antociani, catenine, tannini, flavonoli), e non flavonoidi.

La maggior parte dei flavonoidi presenti nel vino derivano dallo strato epidermico della buccia, mentre il 60-70% del totale dei polifenoli è presente nel vinacciolo.

Il resveratrolo è un importante polifenolo presente nel vino rosso, nella buccia dell’uva ed in altri vegetali, comprese le arachidi; inibisce l’ossidazione delle LDL e l’aggregazione piastrinica, proteggendo l’organismo dalle malattie cardiovascolari (azione antitrombotica, antinfiammatoria, antiaterogena e vasorilassante). Possibile azione antitumorale, estrogeno-simile e antivirale.

 

 

Fonti

LUVAE

Pubmed

 

 

La salute si cura a tavola

Il filosofo Feuerbach inventò il motto “sei ciò che mangi”. Nel corso dei secoli, la scienza ha saputo confermare la correlazione tra salute e alimentazione. Ora sappiamo tanto sui cibi che fanno “bene” e “male”, e tante leggende metropolitane sono state sfatate.

Uno dei primi studi fu quello iniziato nel 1958 in Cina, dove si osservò che gli abitanti della valle di Lin Xian soffrivano di tumore all’esofago. La causa principale fu associata a un pomodoro che, avvolto in una buccia di grano ruvida e essiccato al sole, poteva essere conservato anche 10 anni. Tuttavia l’ingestione di questo pomodoro provocava lacerazioni all’esofago su cui operavano sostanze acide e fungose presenti nei cavoli in salamoia, tipiche leccornie locali che, a lungo andare, causavano l’insorgenza di tumori.

In seguito a tale scoperta, si effettuò una campagna di informazione ed educazione alimentare per sensibilizzare le persone sulla corretta conservazione del cibo e sull’adozione di cibi sani e poco grassi.

Infatti, da alcune evidenze scientifiche, divenne noto che il grasso eccessivo aumenta gli acidi biliari e gli altri costituenti biochimici che i batteri trasformano in cancerogeni. Inoltre, per migliorare il transito intestinale, si iniziò a prendere consapevolezza dell’importanza delle fibre (farina integrale, crusca, legumi, verdura) che aumentano il volume delle feci e quindi ne diluiscono i componenti, compresi i cancerogeni, e abbassano il tempo di transito intestinale, riducendo quindi il contatto tra mucosa intestinale ed eventuali cancerogeni.

Sempre più spesso i mass media divulgano le cosiddette “diete anticancro”, anche se in questo la comunità scientifica non è unanime. Ciò che è acclamato, è che lo zucchero è la benzina della proliferazione delle cellule cancerogene, quindi la riduzione di tale nutriente ha un beneficio sulla gestione della malattia e che alcuni macronutrienti  hanno un’attività antitumorale, come la vitamina A (carote, zucche, patate dolci) e C (agrumi).

La dieta è oggettivamente un sistema importante per prevenire o ritardare le patologie legate all’invecchiamento cellulare. I cibi contengono dei principi attivi in grado di avere un effetto benefico sull’organismo. L’ultima sfida della ricerca è quella di creare farmaci partendo dai principi attivi presenti in natura, come resveratrolo, curcumina, polifenoli, gingerolo. La scienza che si occupa di come il cibo interagisce con i geni , producendo salute o malattie, è la nutrigenomica. Ad oggi è accertato che, attraverso una dieta ricca di frutta e verdure, è possibile promuovere un buono stato di salute.

 

 

Omega-3 e Omega-6

 

L’uomo preistorico trovava le due famiglie di acidi grassi polinsaturi nella proporzione fisiologica 1:1. Ma tale rapporto, ad oggi, si è modificato, fino ad arrivare, nell’alimentazione occidentale odierna, ad un rapporto 20:1 a favore degli Omega-6.

Gli Omega-3 e gli Omega-6 sono entrambi molto importanti nell’alimentazione, poiché entrano nella composizione delle membrane cellulari. Le nostre cellule, per funzionare bene, devono avere una certa fluidità, che permettono a molti recettori, come per esempio quello dell’insulina, di funzionare bene. Omega-6 in eccesso irrigidiscono le membrane, che diventano meno sensibili all’azione di questo ormone. Al contrario, un maggiore apporto di Omega-3 rende più fluide le membrane, migliorando di conseguenza il metabolismo degli zuccheri.

Gli Omega-3 sono molto importanti per le loro spiccate proprietà antinfiammatorie: essi si trovano nelle noci, nel pesce e negli oli vegetali, come quello di colza e di soia. Il tonno, il salmone, la trota e le aringhe ne sono ricchissimi, al contrario della carne, che invece non è considerata una fonte di Omega-3.

Gli Omega-6, invece, quando vengono ingeriti, danno origine a dei composti da potenti effetti biologici, che   favoriscono le infiammazioni, l’aggregazione sanguigna e la contrazione dei vasi.

Ciò significa che una dieta squilibrata a favore dei soli Omega-6 può avere degli effetti negativi sulla salute.

Il rapporto consigliato tra Omega-3 ed Omega-6 è 2-4:1. Questo permette di migliorare la lipemia e la regolazione della pressione arteriosa, bilanciare gli eicosanoidi infiammatori e antinfiammatori e quindi, più in generale, avere un effetto protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari e del cancro.

L’interesse verso gli Omega-3 è emerso circa 20 anni fa quando i ricercatori hanno preso in considerazione la salute degli Eschimesi in Groenlandia. Nonostante la loro alimentazione fosse ricca di grassi (carne e olio di foca e di balena), sono quasi risparmiati da malattie cardiovascolari e infiammatorie. Presto si è scoperto che questa salute invidiabile era dovuta proprio agli Omega-3, le cui proprietà favoriscono l’abbassamento dei trigliceridi nel sangue, di contrastare i processi infiammatori, di permettere lo sviluppo armonico del sistema nervoso e di diminuire il rischio di infarto, secondo quanto pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Per concludere, gli scienziati sono d’accordo nell’affermare che l’alimentazione deve essere composta, apprensivamente, da un quarto di acidi grassi saturi, più della metà di acidi grassi monoinsaturi e dalla restante parte di acidi grassi polinsaturi (PUFA).

Quindi si al pesce (anche se quello di allevamento contiene livelli di Omega-3 più bassi rispetto a quello selvatico, poiché non può nutrirsi di plancton, fonte di Omega-3), ai semi di lino, noci, oli vegetali (d’oliva, di arachidi, di semi di sesamo) e alla portulaca, la fonte vegetale più ricca di Omega-3.

 

 

Fonte: Dimagrire nel terzo millennio. (Nancy Cattan)

Panini fatti in casa

 

 

 

Oggi è stata una giornata particolarmente fredda, stamattina ha addirittura fatto qualche fiocco di neve, e qual è il miglior modo per passarla in casa? Cucinando dei deliziosi panini homemade! Ho preparato l’impasto utilizzando la farina di semola di grano duro rimacinata.

 

Macinazione del grano tenero e del grano duro

Dalla macinazione del grano tenero si ottiene la  farina bianca che può essere di diverse tipologie in base al grado di raffinazione: farina integrale, farina tipo 2, farina tipo 1, farina tipo 0, farina tipo 00 che è la più raffinata.

 

Dalla macinazione del grano duro si ottiene la semola integrale, la semola e la semola rimacinata. Dal grano duro non è, quindi, possibile ottenere la cosidetta “farina bianca”, infatti la farina di semola è un po’ giallina, per la presenza di carotenoidi, e granulosa.

E’ risaputo che le farine raffinate sono dannose per la salute umana. Gli esperti raccomandano di evitare il consumo di prodotti caratterizzati dalla presenza della farina bianca poiché è difficile da digerire, povera di sali minerali, aminoacidi e vitamine, e determina un innalzamento dell’indice glicemico: questo a lungo andare e con l’abuso, può avere conseguenze pericolose per la salute.

La semola di grano duro è un prodotto meno raffinato rispetto alla semola rimacinata, dal colore giallo più intenso è di granulosità più grossolana, ed è ideale per la produzione della pasta fatta in casa la quale risulta molto più digeribile.
Con la semola non è possibile preparare lievitati di nessun genere poichè non lieviterebbero affatto, si avrebbe una massa compatta e priva di sofficità.

La semola rimacinata di grano duro è ottenuta con un passaggio in più in fase di molitura, è di granulosità più sottile, dal colore più chiaro rispetto alla semola, è ideale per pizze, focacce ed altri lievitati.

Ingredienti per 6 panini

-500 g di farina di grano duro rimacinata

-sale q.b

-un pizzico di zucchero

-olio q.b

-lievito di birra disidratato per pane

-acqua circa 350 ml

-mix di semi a piacere

 

 

 

In una ciotola disponete la farina e aggiungete il sale, un pizzico di zucchero e il lievito disidratato. Io ho utilizzato il lievito Paneangeli- Mastro Fornaio. 

Mescolate e poi aggiungete un po’ di olio e l’acqua. Di solito io faccio sempre “a occhio”: man mano che aggiungo l’acqua, continuo a mescolare l’impasto così da evitare grumi. Alla fine lo lavoro sempre con le mani, per almeno 5 minuti aggiustando la consistenza dell’impasto con l’acqua o la farina. Il composto deve diventare liscio e compatto. Riponetelo in una ciotola coperta prima con della pellicola e poi con un canovaccio, e mettete il composto in un luogo caldo e asciutto, per almeno 3 ore.

Io ho fatto lievitare il pane per circa 5 ore. Una volta lievitato, l’ho rimpastato con la farina e ho diviso il composto in due metà e, in una di queste ho aggiunto un mix di semi di papavero, di lino e di girasole. Ho creato dei piccoli panini, e li ho posizionati su una teglia rivestita da carta da alluminio. Infornate a 170 gradi, forno ventilato preriscaldato per circa 15 minuti. La cottura dipende dalla grandezza dei panini: quando saranno dorati, sono pronti per essere serviti in tavola, ancora caldi!

Crostatine alla crema

 

Oggi ho voluto sperimentare delle crostatine alla crema, e direi che l’esperimento sia proprio riuscito!La pasta frolla è senza burro, leggera e meno grassa. La crema al limone può essere usata anche per altre preparazioni e si conserva in frigo per un paio di giorni.

 

Ingredienti per la crema:

750ml di latte
buccia di limone
3 uova
6 cucchiai di zucchero
6 cucchiai di farina

 

Ingredienti per la frolla:

3 uova
150g di zucchero
120g di olio vegetale
1/2 bustina di lievito vanigliato
500g di farina

In un pentolino versate il latte, aggiungete un po’ di scorza di limone e riscaldate sul fornello.

Nel frattempo, in un’altra pentola, rompete 3 uova e mescolate con una frusta, poi aggiungete lo zucchero, e, dopo aver mescolato un po’,  la farina. Continuate a mescolare bene per evitare grumi.

Quando il latte è ben caldo, spegnete il fuoco e togliete le bucce di limone, unitelo alla crema e mescolate ancora con la frusta. Portate la pentola sul fuoco continuando a mescolare per circa 5 minuti, e spegnete quando la crema si è addensata.

Coprite la pentola con la pellicola per evitare che si formi la crosticina sulla crema.

Nel frattempo, preparate la frolla. In una ciotola rompete 3 uova, aggiungete lo zucchero e l’olio di semi, poi la mezza bustina di lievito vanigliato. Iniziate a mescolare e aggiungete la farina poco per volta, continuando a mescolare.
L’impasto diventerà sempre più denso, continuate ad impastare con le mani finché non diventa omogeneo ed elastico.

Oliate e infarinate degli stampi in alluminio monoporzione (pirottini).

Dividete l’impasto e formate dei dischetti con il mattarello, sistemandoli nei pirottini per formare la base della crostatina, e tagliate i bordi di pasta in eccesso.

Versate la crema sulla base. Prendete la seconda parte della pasta frolla e stendetela con il mattarello per creare un altro disco e posizionatelo sopra la crostatina.

Con una forchetta bucherellate la superficie. Infornate le crostatine che avete creato a 170 gradi per circa 10-15 minuti. Quando la superficie si sarà dorata, sfornate e fate raffreddare. Servite le crostatine alla crema con una spolverata di zucchero a velo. Buon appetito!

 

 

Biscotti Natalizi al profumo di spezie

Natale è sinonimo di amore, famiglia, amicizia… regalatevi dei momenti speciali con i vostri figli o i vostri nipotini, cucinando tutti insieme questi biscotti al profumo di arancia e di spezie, ricchi di fibre perché preparati con la farina integrale, e allo stesso tempo gustosi grazie al cioccolato fondente in superficie. Perfetti per le vostre giornate in compagnia dei vostri cari!

 

Ingredienti:

-1 uovo

-50 grammi di burro fuso

-2 cucchiai di zucchero

-1 bicchiere di spremuta di arancia

– mezza arancia grattugiata

-20 cucchiai di farina integrale

-1 bustina di lievito in polvere

-chiodi di garofano in polvere q.b.

-cannella in polvere q.b.

-cioccolato fondente

In una ciotola sbattete l’uovo con lo zucchero, e poi aggiungete il succo di arancia, il burro fuso, la buccia grattugiata di arancia e le polveri di cannella e chiodi di garofano, in base ai vostri gusti. Io ho utilizzato circa un cucchiaino di cannella e poco meno della metà di chiodi di garofano. Aggiungete poi il lievito e la farina integrale, fino ad avere un composto liscio ed omogeneo. Modellate l’impasto in una spianatoia e stendetelo con un mattarello per ottenere una sfoglia di circa 5 mm. Scegliete degli stampini e create i vostri biscotti: io ho scelto dei graziosi alberelli di Natale!

Disponete i biscotti su delle teglie foderate con carta da forno, e infornate a 180 gradi per circa 7 minuti: i biscotti non devono prendere colore, ma solo cuocersi.  Mentre i biscotti sono in forno, preparate il cioccolato fondente fuso a bagnomaria, che utilizzerete per decorare i vostri alberelli, una volta raffreddati.

Pasta e fagioli

 

 

In una domenica piovosa e fredda, alle porte dell’inverno, riscoprire i sapori della cucina italiana, ci permette di ripercorrere i pranzi tradizionali che ci preparavano le nostre nonne, quelli buoni e gustosi che ci fanno ricordare gli anni della nostra infanzia. Oggi nella mia cucina ho realizzato la pasta con i fagioli, con ditali integrali, olio d’oliva e semi di lino, un piatto ricco e buono, con tanti benefici nutrizionali.

 

PROPRIETA’ NURIZIONALI

Nella pasta e fagioli che ho cucinato ho utilizzato i fagioli cannellini e i semi di lino, un’ottima combinazione di virtù nutrizionali.

I fagioli cannellini sono legumi con alte concentrazioni di glucodrine, sostanze in grado di ridurre la glicemia. Contengono anche lecitina, che consente di emulsionare i grassi  limitandone l’assorbimento nel sangue e la loro persistenza: ciò li rende un alimento estremamente indicato per chi soffre di colesterolo. Sono ottima fonte di vitamine del gruppo B,  di sali minerali, come calcio, fosforo, ferro, zinco e sono particolarmente indicati anche per il loro effetto depurativo, perché ricchi di pectina e inulina.

L’alto contenuto di minerali (in particolare fosforo, rame, magnesio e manganese), di proteine vegetali  e lipidi, fanno dei semi di lino delle piccole preziose perle di salute. Tra i componenti di questi semini ci sono gli acidi grassi polinsaturi, capostipiti degli Omega 3 e Omega 6, ma soprattutto la presenza di mucillagini, importanti nella prevenzione della stipsi.

 

RICETTA PER 2 PERSONE

-sedano, cipolla, carota per il soffritto

-125 grammi di fagioli cannellini lessati

-160 grammi di ditali integrali rigati

-sale e pepe

-olio evo

-semi di lino q.b.

-pecorino grattugiato a piacere

Con un minipiper, frullate i fagioli lessati per creare una crema omogenea. Nel frattempo, in una casseruola antiaderente, fate dorare le verdure (sedano, carota, cipolla) in un filo d’olio. Quando saranno pronte, aggiungete la crema di fagioli, con sale e pepe, e fateli insaporire qualche minuto.  Aggiungete 1 litro circa di acqua e portate tutto a bollore, per poi unire la pasta. Quando l’acqua si sarà ritirata e la crema avrà raffinato la densità che preferite, servitela nei piatti, cospargendo con i semi di lino e il pecorino grattugiato.

 

Ciambellone vegano con gocce di cioccolato

 

 

Cosa c’è di meglio di un ciambellone leggero e allo stesso tempo gustoso? Questo dolce che vi propongo è privo di grassi animali, zucchero ed è completamente integrale. Perfetto per la colazione o la merenda, per avere il pieno di energie per ricaricarsi!

 

Ingredienti:

250 grammi di farina ai 6 cereali

100 grammi di farina integrale

40 grammi di cacao amaro

50 grammi di gocce di cioccolato fondente

3 bicchieri di acqua (250 ml circa)

60 ml di olio vegetale

lievito vegan privo di conservanti animali

 

 

In una terrina mescolate la farina ai 6 cereali con quella integrale e il cacao. Aggiungete il lievito e le gocce di cioccolata e poi i liquidi, quindi l’acqua e l’olio. Mescolate bene con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto omogeneo e poco denso. Distribuite l’impasto in uno stampo da ciambellone in silicone antiaderente, e cuocete in forno ventilato preriscaldato a 180 gradi per circa 30-40 minuti.

Dopo aver controllato la cottura del ciambellone, fatelo raffreddare e polverizzate un po’ di zucchero a velo per guarnire.

 

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